martedì, giugno 14, 2005

Ha vinto la paura

Riducendo la discussione (ormai diventata ex-discussione) ai minimi termini si può dire che la legge 40 ha regolamentato la procreazione medicalmente assistita peggiorando la tecnica medica, al fine di salvaguardare nella sua intangibilità l'embrione (e la logica conseguenza è stata la proibizione della ricerca scientifica sulle cellulle staminali embrionali). Una legge dunque che mette alla base di tutto l'inviolabilità dell'embrione e da lì poi fa discendere tutte le norme. Logico che gran parte delle argomentazioni si siano incentrate sul quesito: cos'è l'embrione? E in seuito si è passati ai singoli problemi: l'obbligo di impiantare fino a un massimo di tre embrioni, l'analisi preimpianto, la fecondazione eterologa, eccetera eccetera.
Ora che il referendum ha dichiarato vinti e vincitori e il quorum si è attestato su cifre molto basse occorre spiegare perchè questo è accaduto, perchè solo un italiano su quattro ha deciso di recarsi alle urne. In queste ore si sono già succedute diverse analisi: il peso della Chiesa è stato determinante, i quesiti erano troppo "tecnici" e hanno allontanato la gente, non c'è stata contrapposizione politica e via dicendo. A me invece viene voglia di impostare un parallelismo fra il nostro referendum e quello francese sulla Costituzione europea. In ambedue i casi la parte del leone l'ha fatta la paura. In Francia estrema destra ed estrema sinistra hanno impostato la loro campagna referendaria sulla paura: la paura dell'immigrazione, la paura della perdita di tutele sociali, ... L'Europa ha preso le sembianze di un mostro, pronto a stravolgere la vita dei francesi. E' stato un voto conservatore, di timore verso nuove aperture. La paura della concorrenza e del libero mercato. L'istinto è stato quello di chiudersi a riccio e di rendersi impermeabili alle novità (novità viste come un salto nel vuoto). E in Italia? Anche in Italia ha vinto la paura. Prenderei ad emblema l'articolo-fiume di Oriana Fallaci che ha delineato un quadro apocalittico, che ha letteralmente distrutto la modernità e il progresso. La Fallaci è portavoce di un sentimento molto diffuso, un sentimento di paura verso l'evolversi rapido e continuo della nostra società. La paura di allontanarsi troppo dalla natura e di costruire un mondo artificiale. Le tecnologie, la scienza, i costumi corrono ad una velocità elevata e le prospettive che aprono spaventano. La gente quando sente parlare di fecondazione artificiale inorridisce. Gli ogm, l'ambiente e l'inquinamento, la ricerca scientifica (con il fantasma sempre presente della clonazione umana) hanno fatto pensare a tanti: di questo passo dove si arriverà? Sono spaventati dal futuro, se queste sono le premesse - dicono - cosa ci riserverà il domani?

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

La distinzione tra il sapere plurimillenario, con cui l'uomo plasma l'ambiente che lo circonda, e i potenziali incubi della tecnoscienza postmoderna, con cui invece l'uomo rigenera se stesso, non può essere stemperata mediante qualsivoglia rimando all'attualità. Quello franco-olandese sul Trattato europeo è stata una consultazione eminentemente "materiale" (verteva su temi di politica pura), mentre quaggiù ci siamo espressi (anche passivamente) sulle prospettive, abbastanza inquietanti, che potrebbero segnare il futuro dell'umanità tra apprendisti stregoni, consumismo parentale e felpati deliri di onnipotenza (leggansi a tal proposito le dichiarazioni del Nobel Watson su eugenetica e bricolage riproduttivo).
Due sfere, anche filosoficamente, ben distinte. Il referendum italiano mette con le spalle al muro il senso stesso del termine "liberale"; la ratifica del Trattato, tutt'al più, mette alle strette una certa idea burocratica e centralista di Europa.
Da un parte i massimi sistemi (il progresso procede in linea invariabilmente retta? Oppure lo si può ridirezionare alla bisogna, secondo buonsenso?), dall'altra due modi diversi di dire la stessa cosa - cioè che questa Europa pletorica e ambigua riesce nell'impresa di scontentare tutti, ma proprio tutti.
Saluti.

3:16 PM  
Blogger I FEDERALISTI (Marco S. e Filippo C.) said...

Si hai ragione, le differenze sono molte. Una cosa però accomuna i due referendum: è stato detto STOP al correre veloce della nostra società. La paura, generata da queste veloci e violente mutazioni ha portato la gente a dire FERMIAMOCI.

4:58 PM  

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