lunedì, febbraio 07, 2005

Reggiolo caput mundi!

Diamo un taglio un poco cronachistico e raccontiamo in breve cosa è successo in questo weekend reggiolese. Sabato abbiamo avuto il piacere di ospitare in biblioteca Alberto Simoni, autore del libro G.W. Bush e i falchi della democrazia (pubblicato da un minuscolo editore di Reggio Calabria che nel suo catalogo vanta lo straordianrio volume Una storia amaranto sugli ultimi 40 anni di storia della Reggina Calcio). L'incontro ha avuto una ottima partecipazione di pubblico (e ringrazio per questo il nostro zoccolo duro che presenzia sempre alle iniziative made in biblioteca) partecipazione quantificabile in una cinquantina di unità (davvero non male). Dopo una introduzione di Simoni sulla politica estera statunitense (a suo modo di vedere schematizzabile in quattro correnti) ha focalizzato il suo discorso sulla politica estera di George junior, concludendo con "questo (Bush, ndr) non viene mica da chissà quale pianeta ma si inserisce in un certo filone di politica estera americana". Insomma, in Bush si rivedono certi aspetti del kennedismo, del wilsonismo (Woodrow, per intenderci). Il grande idealismo democratico è presente anche in Bush e non è questione solamente di democratici Vs repubblicani, la guerra è stata combattuta e voluta dagli uni e dagli altri: l'intervento in Vietnam è stato voluto dal democratico J.F.K., il quale aveva organizzato anche quel colpo di stato fallito a Cuba (vedi alla voce Baia dei Porci). Allora occorreva contenere il blocco sovietico, ora la sfida è nuova e si chiama lotta al terrorismo islamico. L'uso della forza si rende necessario in determinati contesti e periodi storici, ora va usato contro il fondamentalismo e la contrapposizione non è più tra capitalismo e comunismo, ma fra democrazie e ideologie oscurantiste e anti-occidentali. Ovvero, la versione attualizzata del vecchio Impero del male, oggi chiamato Asse del Male.
Terminato il suo discorso Simoni ha lasciato spazio alle domande, io ho cominciato ma poi il pubblico ha preso il sopravvento (e questo era prevedibile visto l'argomento). Sostenere le ragioni dell'intervento non poteva non scatenare polemiche e così si è scivolati su alcuni cavalli di battaglia della sinistra pacifista (ad esempio: "Questa è una guerra per il petrolio!!!"). Insomma tutto è andato secondo aspettative. L'intento era quello di creare dibattito, poter dire cose che da queste parti hanno scarsa cittadinanza (e in questo ci siamo riusciti), aprire un paese di 9.000 abitanti (come è Reggiolo) verso i grandi temi che riguardano il mondo intero.
Archiviato l'incontro con Simoni è arrivato il turno di un altro incontro: quello con Camillo Langone. Incontro non pubblico ma privato, svoltosi a porte chiuse tra le pareti del Rigoletto. Ma di questo incontro magari un'altra volta...